5 novembre 2017 at 21:37  •  Posted in Canto dei popoli, In Evidenza, Musica by  •  0 Comments

Ephēmeris – Musiche della diaspora degli ebrei di Spagna

Le Effemeridi venivano usate sin dall’antichità dalle popolazioni mesopotamiche e precolombiane. Tramite le Effemeridi si possono anticipare le posizioni degli astri, pianificare le loro osservazioni e conoscere la loro posizione in ogni punto preciso del firmamento.
Il duo Ephēmeris nasce nel 2015 nell’ambito dei Seminari di Musica Antica del Conservatorio B. Marcello di Venezia. Pur proveniendo da esperienze differenti, ma uniti dall’amore per le tradizioni musicali del Mediterraneo, dei Balcani e del Medio Oriente, decidono di dar vita ad un progetto fluido, che abbraccia la musica antica (medievale, rinascimentale) e la musica popolare.

I musicisti:

Simona Gatto: canto, ghironda, cetra, flauto dolce soprano, flauto traverso, percussioni.
Davide Gazzato: liuto rinascimentale, vihuela, tiorba, flauto dolce soprano, cornamusa francese, percussioni.

ROMANCES SEFARDI:

La musica sefardita è la musica degli ebrei cosiddetti “spagnoli”, giacché Sepharad è l’antico nome della Spagna, loro terra di origine; terra dalla quale furono brutalmente scacciati nel 1492 dai “Cattolicissimi Reali” Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, e raccoglie il commiato che quel popolo esule affida alla memoria di questi antichi canti. Abbraccia un repertorio vasto e struggente, giunto fino a noi per tradizione orale (le prime trascrizioni musicali sono state realizzate soltanto nei primi anni del 1900). Era compito delle donne scandire – anche con il loro canto- la vita all’interno delle comunità: cantavano storie, e si accompagnavano col pandero (tamburello), unico strumento da loro utilizzato per battere il ritmo.
Nella struttura melodica della musica sefardita sono presenti tracce arcaiche: si conservano cadenze e forme in uso nella musica dei menestrelli dell’occidente medievale. Col passare del tempo elementi musicali di tradizioni estranee a quella spagnola hanno influenzato buona parte del repertorio sefardita: scale, modi, ornamenti, microtonalità, improvvisazioni guidate e stile interpretativo delle tradizioni del Mediterraneo (Turchia, Egitto) e dei Balcani (Yugoslavia, Bulgaria, Grecia).
Molto evidenti restano però le tracce della terra di origine, poichè questi canti in lingua judezma (o ladina), una sorta di antico castigliano infarcito di parole incontrate “nel cammino”, riecheggiano di sonorità dal sapore araboandaluso.

Teatro Altrevie – via Caffaro, 10 – Roma (Garbatella)
contributo 10€
info e prenotazioni: paolo.faiella.58@gmail.com

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