25 febbraio 2014 at 14:12  •  Posted in Canto dei popoli, Musica by  •  0 Comments

Il Canto dei Popoli:  L’ensemble de la Paix – CHANTS ET RYTHMES D’ORIENT
Prenotazioni altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro 10

CHANTS ET RYTHMES D’ORIENT

locandina altrevie web La Paix

Le musiche di Gurdjieff e de Hartmann eseguite in questo programma evocano in noi le terre
lontane in cui Gurdjieff viaggiò, luoghi che gli permisero di raccogliere frammenti di una conoscenza
nascosta che, come una sacra missione, egli s’impose di riscoprire e trasmettere. Chi di noi non
ha mai sognato, leggendo i “Racconti delle Mille e una Notte”  o “Michele Strogoff” , di poter vivere
esotiche avventure o spedizioni in mitiche carovane nel deserto e di incontrare, al termine del
viaggio, una realtà spirituale di un altro ordine?
Queste musiche ci condurranno attraverso le montagne del caucaso, le selvagge steppe dell’Asia
e l’Oriente misterioso, tutti luoghi magici e inaccessibili, capaci di riportarci con forza al cuore del
nostro sé più profondo. Musica popolare certo, semplice, a volte apparentemente ingenua, ma
che tocca direttamente la nostra anima con la propria innegabile freschezza. Alcune melodie
portano l’impronta di un fascino indefinibile che richiama talvolta l’atmosfera di certe musiche
russe d’inizio secolo, altre sono nostalgiche… di una nostalgia che non ha nulla a che vedere con
l’autocommiserazione, ma che sembra piuttosto risvegliare in noi il ricordo d’una sorgente
perduta, quella sorgente interiore di cui parlano tutte le tradizioni. Come tutti i grandi maestri
spirituali, Gurdjieff, si diede l’obiettivo di risvegliare l’essere umano e di aiutarlo a ritrovare in sé
stesso la via verso questa sorgente interiore. Queste musiche, composte insieme a Thomas de
Hartmann, che lo ha accompagnato in numerosi viaggi, rimangono come un’emozionante
testimonianza di questa ricerca spirituale.
Georges Ivanovitch Gurdjieff (Alexandropol, 14 gennaio 1877 – Neuilly, 29 ottobre
1949)
Georges Ivanovitch Gurdjieff nacque nel 1877 ad Alexandropol (Gyumri), nell’allora Armenia
Russa, vicino alla frontiera persiana. Suo padre, un famoso trovatore o “ashough” delle regioni
intorno alla capitale culturale dell’ Armenia, Gyumri, aveva ereditato un’antica cultura attraverso
la tradizione orale tramandatasi per generazioni da padre a figlio, e grazie a lui, l’infanzia di Gurdjeff
fu accompagnata da racconti di leggende ed epopee epiche del lontano passato. Dopo che la
famiglia si fu trasferita nella città turca di Kars, Gurdjieff ricevette un’educazione religiosa dal suo
tutore, il decano Borsh, con cui studiò medicina e ingegneria, e prese in considerazione il
sacerdozio nella chiesa ortodossa. Gurdjeff fu anche un talentuoso corista della Chiesa
dell’Accademia militare di Kars. In quella parte meridionale del Caucaso crocevia di popoli, civiltà
e costumi, numerosi eventi ed esperienze vissute fino a quel momento lo convinsero che una vera
conoscenza dell’uomo e della natura erano esistite in passato e che era ancora possibile ritrovarle.
Questa convinzione guidò tutta la sua esistenza. Dopo aver formato il gruppo dei “Cercatori della
verità” con specialisti in varie discipline sia umanistiche che scientifiche (archeologi, medici, linguisti,
ecc.), Gurdjieff entrò in contatto con alcune confraternite segrete in Medio-Oriente e in Asia
centrale. Questo gli permise di riscoprire le origini e le fonti di un insegnamento tradizionale
molto antico. Al prezzo della più rigorosa disciplina interiore, riuscì a far vivere e a ricostituire in
sé stesso l’unità di quella conoscenza che aveva cercato e ritrovato. Così egli scomparve per una
ventina d’anni. Nel 1912, rientrò in Russia, dedicando la sua vita da allora in poi alla trasmissione
di questa conoscenza. A Mosca e a San Pietroburgo dei gruppi di allievi si formarono intorno a
lui. Nel 1922, si stabilì in Francia, e fondò l’ “Istituto per lo sviluppo armonico dell’uomo

presso il Chateau du Prieuré a Fontainebleau. A partire dal 1924 iniziò a scrivere una serie di opere letterarie.

Personalità dotata di grande magnetismo, nel corso della sua vita ebbe una forte influenza su numerosi artisti

ed intellettuali dell’epoca, attratti dai suoi insegnamenti. Gurdjieff morì a Parigi il 29 ottobre 1949.

Da allora, le sue idee si sono ampiamente diffuse e hanno trovato una forte eco nel mondo. Il
crescente interesse del pubblico per le sue opere, tradotte in numerose lingue, testimoniano
l’attualità delle idee di Gurdjieff in relazione ai grandi interrogativi del mondo moderno e il loro
potere di risvegliare la coscienza dell’essere umano.

Thomas de Hartmann (Ucraina 1885 – New York, 28 marzo 1956)

Ritenuto fra i più promettenti pianisti dello Zar di tutte le Russie, de Hartmann aveva solo undici
anni quando Anton Arensky lo accettò come allievo di armonia e composizione fino alla sua morte
nel 1906. Nel 1903 de Hartmann si diplomò presso il Conservatorio di San Pietroburgo, allora
sotto la direzione di Rimskij-Korsakov. Contemporaneo di Prokofiev e Kandinsky, era già un noto
compositore, quando incontrò Gurdjieff nel 1916 a San Pietroburgo divenendone allievo.
Profondamente toccato dal suo insegnamento, decise di seguirlo nel suo viaggio attraverso il
Caucaso, l’Armenia e la Turchia, fino a raggiungere la Francia dove si stabilì a vivere con lui. Qui
de Hartmann ebbe una vita musicale vivace e di successo con l’esecuzione di opere da camera,
concerti e sinfonie in sale da concerti e alla radio. Iniziò una calda e stretta amicizia con Pablo
Casals, con cui vi furono scambi felici, ma la morte di Gurdjieff interruppe questo periodo di
grande attività. Nel 1949, infatti, Thomas de Hartmann si trasferisce a New York, dove insieme
ad altri allievi diretti del maestro è tra i fondatori dell’organizzazione Gurdjieff Foundation.

Negli ultimi anni della sua vita Thomas de Hartmann promosse le prime pubblicazioni private delle
selezioni dalla vasta opera di brani per pianoforte composti con Gurdjieff. Diede vita anche alle
prime registrazione di tali opere eseguendole in prima persona. Personalità fortemente creativa
fu invitato da Frank Lloyd Wright alla sua scuola di architettura in Arizona, dove espose agli studenti
gli insegnamenti sull’interrelazione delle arti. Morì inaspettatamente nel 1956, pochi giorni prima
di un concerto. Il concerto non fu annullato e per l’occasione si celebrarono la sua musica e la sua vita in “memoriam”.

L’ensamble del la Paix
L’ensemble, come una fucina alchemica, raccoglie intorno a se musicisti provenienti da esperienze
musicali classiche, jazzistiche ed etniche. Questo nella volontà di dar vita ad una intima fusione tra
la matrice orientale delle idee musicali di Gurdjieff e la scrittura pianistica di chiara impronta
occidentale delle partiture, da cui sono stati elaborati gli arrangiamenti per quintetto, di de
Hartmann. L’uso di percussioni etniche come il ghaval azerbaijano, il dhol armeno, lo zarb, la
dayereh e il tar persiani esaltano le complesse strutture ritmiche, spesso in tempi dispari, che
contraddistinguono molti brani di questo programma, mentre il bansuri indiano dona alle intense
melodie composte da Gurdjieff, un respiro profondo e vitale. Completano la tessitura sonora il
violino e il contrabbasso, ponendo un sigillo occidentale alla timbrica di queste musiche.
Volutamente introdotte anche sonorità più contemporanee attraverso l’impiego della chitarra
elettrica che, usata insieme ai pedali degli effetti, crea suggestivi tappeti sonori.
Elemento fondamentale legato all’interpretazione di questo repertorio è il profondo significato
oggettivo che Gurdjieff attribuiva alla propria musica, capace, come lui sovente ripeteva, di
suscitare reazioni definite e univoche negli ascoltatori, in grado di risvegliare intense sensazioni
legate agli stati dell’essere. Tutto questo L’ensemble de la Paix vuole trasmetterlo attraverso uno
stile esecutivo asciutto e penetrante, che permette alle meravigliose melodie Gurdjieffiane, di
sprigionare tutto il potenziale vibrazionale di cui sono cariche.

http://www.lensembledelapaix.it/lensembledelapaix.html

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