8 novembre 2013 at 12:36  •  Posted in ZiC by  •  0 Comments

Care e cari,

Venerdì proietteremo un bellissimo film di Pablo Larrain: “NO. I giorni dell’Arcobaleno” del 2012. Questo è il terzo film che il regista cileno ha realizzato sul proprio paese.

Mentre in “Toni Manero” (2008) raccontava la desolazione umana creata dalla dittatura alla fine degli anni ‘70, e in “Post Mortem” racconta il colpo di Stato visto da un impiegato dell’obitorio, in “No-i giorni dell’arcobaleno” si racconta la fine di Pinochet ma non del blocco sociale che lo appoggiò.

Dopo quindici anni di regime autoritario, e spinto dalle crescenti pressioni internazionali – non ultima quella degli Stati Uniti che nel 1973 avevano appoggiato il golpe contro Allende ma dovevano ora confrontarsi con l’immagine sempre più compromessa del Generale – Pinochet credette che attraverso un referendum sulla sua persona sarebbe stato possibile legittimare il controllo assoluto del Paese.

La consultazione popolare si preannunciava fortemente condizionata dalla dittatura, che stabilì due spazi televisivi di quindici minuti ciascuno per il fronte del Sì e per il No; la campagna degli oppositori fu relegata in tarda notte per fare in modo che la maggior parte dei cittadini non potesse seguirla, mentre il voto favorevole a Pinochet si avvaleva non tanto del contesto televisivo ufficialmente concesso quanto di un sistema di informazione che da molti anni non concedeva spazio alcuno alle voci dissidenti.

Come superare la paura che imprigionava il popolo, il dolore dei soprusi subiti che si era progressivamente silenziato trasformandosi in un’avvilita impotenza?

Come combattere il pensiero dominante avendo a disposizione quindici minuti notturni per soli 27 giorni? Le opposizioni democratiche dapprima idearono una campagna che ricordasse i giorni del golpe, le torture, il dramma dei desaparecidos, la violenza con cui era stata soppressa ogni forma di Stato libero, ma un noto pubblicitario contattato perché fornisse la propria opinione cambiò radicalmente prospettiva.

“Il dolore fa paura” era la sua convinzione, e in questo modo nacque la linea politica che avrebbe portato al trionfo del 5 Ottobre; l’allegria, solo l’allegria di un nuovo Cile avrebbe potuto risvegliare le coscienze paralizzate, solo l’immagine di un Paese in cui la libertà non fosse una condizione neutra bensì un valore che spalancava innumerevoli scenari di vita alternativi avrebbe reso possibile il miracolo.

Come simbolo fu scelto l’arcobaleno, ciò che più rappresentava donne e uomini diversi accomunati dal bisogno di immaginare un mondo finalmente colorato.

Il fronte del No si spaccò; passare sotto silenzio le tragedie del passato appariva inaccettabile, costruire spot televisivi che dominati da logiche di marketing mostravano persone felici impegnate a consumare un prodotto, la democrazia, cantando e ballando, sorridendo come nulla fosse accaduto nei quindici anni precedenti, sembrava offendere la memoria delle vittime, la dignità di un popolo violentato da una dittatura feroce.

L’artefice di questa svolta fu accusato di porre il futuro democratico del Cile sullo stesso piano di un qualunque progetto commerciale e di essere asservito alla propria ambizione di gloria; col passare dei giorni tuttavia i contenuti della campagna divennero più chiari e condivisi, iniziò a diffondersi la percezione che la gente comune, le persone del popolo apparentemente così difficili da raggiungere fossero in realtà a portata di messaggio.

Avvicinandosi al referendum il regime cominciò a temere per il risultato finale, si accorse che la propria campagna elettorale aveva l’aspetto stanco e vecchio di una celebrazione sempre uguale a se stessa e fece ricorso a strategie conosciute, l’intimidazione degli oppositori, le cariche dei militari alle manifestazioni, la delegittimazione dell’avversario attraverso bugie, censure, manipolazioni. Ciò che poi avvenne è storia: il 5 Ottobre 1988 il Cile superò Pinochet. Unica arma, un arcobaleno.

 

In allegato: la locandina con preghiera di diffusione

 

a questo link http://www.youtube.com/watch?v=pwexb6gwYEw  il trailer ufficiale del film

 

Venerdì 8 novembre

Via Caffaro 20

 

Ore 20,30: Aperitivo

Ore 21,00: proiezione

Ingresso con Tessera Annuale: 2 euro

Contributo per la serata: 3 euro

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